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Il tempo del raccolto

L’autunno inoltrato mi porta a pensare. Nei filari delle campagne i grappoli d’uva sono pronti per essere vendemmiati, e il grano biondeggia ormai e sembra dire di essere pronto per la mietitura.

Il gioco delle stagioni ha una sua corrispondenza nella vita di ogni uomo e di ogni donna. Il seme viene piantato, accolto nella terra, dove avvengono delle reazioni biochimiche di cui non sono un esperto. Di certo mi suscitano un senso di stupore e meraviglia. Poi germoglia, esce allo scoperto ed è a tutti gli effetti in balia degli agenti atmosferici e magari della cura dei coltivatori. Arriva un momento in cui la pianta è al suo massimo splendore, la primavera. Poi l’estate e infine l’autunno con il tempo del raccolto.

Forse ho indugiato troppo sul bucolico. Quello che voglio dire è che nella vita di ogni uomo e donna c’è il tempo per nascere, crescere, seminare e poi raccogliere.
Penso che molte persone rimangano intrappolate in una competizione sfrenata. Il rischio di diventare delle schegge impazzite è alto. Così essi non sono consapevoli di quanto bene potrebbero trarre semplicemente fermandosi a raccogliere i frutti di quello che hanno seminato. Se hanno seminato bene. Altrimenti bisogna continuare a seminare, e farlo meglio durante tutto il ciclo di vita del seme.

Spero che abbiate seminato bene, o come dicono i Green Day, che vi siate goduti la vita.

11 settembre 2001

Siate coraggiosi

Cosa stavate facendo esattamente 15 anni fa alle 15 del pomeriggio ora italiana?
Io stavo suonando il pianoforte in biblioteca per prepararmi ad un esame del Conservatorio quando ho appreso la notizia. Per la prima volta in vita mia ho avuto la netta impressione che fossimo entrati in guerra.
Nei giorni a seguire i telegiornali erano completamente occupati dalle bombe contro il cuore dell’America, dalle storie dei superstiti e degli eroi che hanno salvato la vita a molti
Di sicuro l’11 Settembre 2001 è una data che ha segnato uno spartiacque nella storia moderna e può benissimo considerarsi, a mio modo di vedere, come il vero inizio del XXI secolo.

Sono passati 15 anni. I nomi sono cambiati, i talebani e Bin Laden sono stati uccisi, ma in pratica non si è risolto niente e, anzi, forse per l’Europa la situazione è notevolmente peggiorata.
Ma di fronte all’impotenza c’è secondo me una via d’uscita: il coraggio!

Il coraggio non è solo assenza di paura, è qualcosa di più. Se saremo coraggiosi le bombe dell’ISIS ci sembrerannno come poco più che petardi e il Califfato Nero scomparirà nel nulla.

E infine esiste un altro 11 Settembre che vale la pena di menzionare. Nel 1683 si è combattuta la battaglia di Vienna che ha reso famoso il mio omonimo concittadino Marco D’Aviano. Vi segnalo il film di Renzo Martinelli.

 

E non lo faccio solo per una personale vanagloria, ma perchè credo nella grandezza di quest’uomo, conosciuto meno di quanto meriterebbe. Noi stessi avianesi non abbiamo forse nemmeno l’idea dello spessore di questo cappuccino, e lo snobbiamo, quando dovremmo solo andarne orgogliosi.
Marco d’Aviano sarebbe stato un grande ingegnere civico.

chiesetta sulla cima del Monte Dobratsch

Alla ricerca del lato positivo

Il titolo prende il nome dal film del 2012 di Russell (trama)

Non ho mai nascosto a familiari e amici quanto il tema della salute mentale mi stia particolarmente a cuore. Forse questo è dovuto alla mia esperienza personale, ma non voglio fare un post strappalacrime, quindi eviterò di raccontarvi la mia storia e cercherò di allargare un po’ la visuale.

In realtà questo è un post sulla guerra e sulla pace.

Sì, perchè una volta la guerra si combatteva sul territorio, in trincee scavate da poveri giovani mandati al macello, basti pensare alla prima guerra mondiale. Più recenti sono gli attacchi aerei, e ne so qualcosa, abitando ad Aviano. Poi le bombe intelligenti, le testate nucleari, le guerre sempre più fredde. Forse è il caso di fermarsi qua, anche perchè ammetto di non essere un esperto in materia.

Quello che è sicuro è che adesso la guerra si combatte nelle teste di tutti noi. Ci deve essere qualcuno al mondo che non ha molto a cuore il fatto che nella nostra testa ci sia Pace. Personalmente ho acquisito una buona esperienza per distinguere se ci sia guerra o pace nella mia testa. Va un po’ a giorni alterni e non è del tutto controllabile. Per fortuna ci sono le parole delle persone che ci vogliono bene ed eventualmente dei professionisti, se serve. Se serve ci sono anche le molecole ad aiutare.

Ma oggi più che mai penso sia giunto il momento per gli uomini e le donne di buona volontà di portare a casa la vittoria una volta per tutte. Sì, il Grande Fratello ha le ore contate. L’ora è venuta per un’esplosione pacifica, un’epidemia di salute mentale che scaccerà ogni paura. Magari ci farà piangere, ma saranno lacrime di commozione. Poi non ci resterà che morire dal ridere.
Se si realizzasse questo sarebbe un capolavoro di ingegneria civica.
Andate in Pace!

Madonna del Monte Aviano

Chiedo scusa se parlo di Maria

Sì, perchè adesso ho come l’impressione che serva chiedere scusa per toccare certi argomenti. In effetti l’aveva capito anche Giorgio Gaber un po’ di tempo fa.
Poi colgo l’occasione per farlo visto che oggi la Chiesa Cattolica celebra la festa della Natività della Beata Vergine Maria.

Anche la stessa Chiesa si è dimenticata forse di Maria, malata di machismo, oppure propone ai fedeli seriali un’immagine di Maria falsata. Rispetto tutte le forme di devozione mariana, ma forse abbiamo tutti bisogno di fare un salto di qualità nella relazione con la Mamma del Cielo, come la chiamano i lupetti.

Si parla di Maria quando si parla di Medjugorje, o delle madonnine che piangono sangue, o quando Padre Livio di Radio Maria la spara un po’ grossa.

A me piace pensare a Maria come una mamma, la mamma di tutti. Forse sono fortunato per il fatto di avere una mamma speciale che mi ha insegnato ad amare Maria anche più di quanto amo lei.
Mi piace ricordare i rosari che a maggio diciamo nelle case del mio quartiere, espressione di una fede semplice e autentica che forse abbiamo perso per sempre (o forse no!).
Infine adoro cantare cante mariane con il coro degli alpini di Aviano.

Due parole anche su un grande servo di Maria, che non è conosciuto quanto meriterebbe: il friulanissimo David Maria Turoldo. Vi invito ad attingere a piene mani alla sua produzione poetica e in prosa. Maria è assolutamente centrale nella sua opera. Turoldo è anche noto per aver messo in dubbio il dogma dell’immacolata concezione, attirandosi lo scetticismo della Chiesa istituzionale.

Ma cosa centra Maria con l’ingegneria civica? Il fatto di avere una mamma in comune unisce tutti gli uomini di buona volontà e li rende popolo scelto per compiere un progetto di Pace e di Amore.
Maria è madre di tutti, non solo dei cristiani; non esitate a farvi adottare da Lei, Maestra di Amore gratuito e incondizionato.
Tutto è cominciato da quell'”Eccomi! pronunciato davanti all’annuncio folle di un angelo. Il mio augurio è che possiate anche voi rispondere “Eccomi!” ad un progetto di Amore.