Mai come in questo tempo ho provato un forte mal di mare di fronte all’attualità. Solo pochi anni fa, se qualcuno mi avesse detto che nel 2026 saremmo finiti in questa situazione geopolitica, non ci avrei mai creduto. La situazione è tragicomica. Il teatro dell’assurdo è più verosimile del tg delle 20, e mantenere la barra dritta risulta opera ardua per i cittadini medi. Per fortuna ci sono gli Ingegneri Civici, che sono chiamati a spruzzare un po’ di Speranza nell’atmosfera inquinata che ci tocca respirare. Ci vuole qualcosa di nuovo, di mai sentito; forse un sentimento più grande di quello di cui non siamo ancora capaci, un Amore Diverso!

Sarebbe bello se ci accorgessimo una volta per tutte che tutti abbiamo una cosa in comune, un asset da far fruttare: L’UNIVERSO!  Perché non realizzare una vera e propria “Comunione del Bene”, almeno di uno solo, ma sarebbe più che sufficiente! Invece ci ostiniamo a considerare l’ Economia di Comunione come un’Utopia, quando credo sia molto più concreta e umanizzante rispetto ad altre alienanti teorie, come il capitalismo, il liberismo e il comunismo. Rimaniamo attaccati al nostro egoismo, che ci esclude da quella Coralità che dovremmo  perseguire. Viviamo proprio come delle pecore senza pastore, senza nemmeno accorgercene.

La Comunione, nell’economia sacramentale, è un gesto piccolo, come un granellino di senape, ma che può crescere e diventare come un albero che dà ombra e frescura a tanti. Un gesto che va oltre le barriere confessionali; possiamo essere i primi a condividere il pane anche con chi non ha lo stesso nostro credo religioso, e la diversità di esperienze è motivo di arricchimento reciproso senza il pensiero di dover “conquistare seguaci”. Cos’è questa se non l’Unità nel pensiero di Chiara Lubich?  Secondo me questo è possibile: almeno credo.