Per un pugno di sabbia – il Giubileo di #smbeach

Terzo weekend di Luglio e ad Aviano si accende la bagarre per il Beach Volley a San Martino di Campagna.
Difficile è condensare in un post quello che rappresenta questo evento per me. Mi piace pensare che sia un po’ lo spartiacque dell’estate, un fenomeno antropologico che vale la pena di essere studiato a fondo, con leggerezza.
Personalmente è il decimo anno che partecipo con la squadra dei Pipperi, che vanta un esclusivissimo gruppo di fan su Facebook. Non cito i fondatori e le vecchie glorie per brevità, ma spero il vento dell’orgoglio Pippero soffi abbondante sulle vostre vele. Davvero bello è aver visto tanti amici coinvolti con la scusa di vivere in simpatia quello che penso sia l’evento più dannatamente cool dell’estate avianese. Poco contano i risultati, se non per la testarda voglia di vincere una cena per festeggiare in amicizia. Ma che poi anche se non vinciamo la cena ce la spariamo lo stesso, rigorosamente con tisana finale, vero Mario? In attesa dei sedicesimi tutti in piedi e mano sul cuore per l’inno dei Pipperi:

Perchè è facile dire che i giovani sono tutti dei menagrami, che non si sanno organizzare, sempre dietro al cellulare, e via dicendo.
Io voglio ringraziare chi ha avuto l’idea di cominciare questa tradizione, ormai 25 anni fa; e soprattutto di chi ha saputo portarla avanti nel tempo con perseveranza, veramente brave e bravi! Se organizzate un’iniziativa a tema per il prossimo anno sul bere responsabile sareste in odore di santità! A meno che non l’abbiate già fatto in passato a mia insaputa.
Ma per la santità c’è tempo… intanto se volete condividete nei commenti quello che per voi rappresenta il Beach a San Martino, grazie!
E come dice Mika…

Fight for your Light!




Eccomi qua! Sono tornato. Come dice Baglioni: “Io sono qui”.
Immagino che non molti abbiano sentito più di tanto la mancanza, ma se ci fosse anche una sola persona interessata mi fa piacere tornare a raccontare al mondo le mie impressioni.


Dove sono stato?
Non voglio scendere troppo nel personale. Chi tra di voi mi conosce sa che sono soggetto a degli accidentali testa coda. Probabilmente avevo iniziato a costruire l’edificio dell’ingegneria civica su fondamenta mal dimensionate, forse avevo bisogno di dare priorità alla concretezza rispetto all’utopia. Ho imparato che è meglio fare prima di parlare, che quando si riesce e quando si fa in tempo è bene ridimensionare un po’ il proprio ego per dare spazio anche agli altri di esprimere il loro.
Ho scoperto delle tensioni dentro di me, molto superiori alle tensioni ammissibili. Niente comunque che un buon corso di respirazione yogica non possa risolvere.


Una delle migliori notizie che posso darvi è che abbiamo superato il solstizio di inverno. Per i guerrieri della Luce la strada è finalmente in discesa. Continuiamo a combattere per la nostra Luce senza arrenderci!





Quando parlo di luce mi viene in mente Caravaggio, anche se non sono certo un esperto di storia dell’arte. Mi ricorda il conflitto tra luce e ombra e l’interdipendenza dell’una rispetto all’altra. La Natività mi dà l’assist per augurare a tutti un Buon Natale. Spero che sia all’insegna della gentilezza e della cortesia, così magari tutte le tensioni di cui parlavo prima possano allentarsi. Movimenti sciolti e ben distesi è il nuovo mantra! Un po’ come quando si prende in braccio un bambino: bisogna accoglierlo e bisogna essere rilassati altrimenti si trasferisce la tensione anche al bambino.
Possiamo pensare di fare così anche con il bambino di Betlemme?
Buon Natale!


ricordo di CFA a Colico 2011

Un blog ospitale

Oggi che è domenica non voglio appesantirvi con concetti difficili, citazioni astruse etc.
Mi limito a dire a tutti voi che, se pensate di avere contenuti interessanti nell’ambito dell’ingegneria civica, sarò contento di ospitarvi in questo blog. Dirò di più. Sentitevi come se scriveste per il vostro blog.

Mandatemi un messaggio sul modulo di contatto e non mancherò di rispondervi.
Così mi aiutate con il piano editoriale, che comincio a fare fatica a starci dietro.
Vi saluto con una delle canzone di Ligabue che preferisco.
Buona domenica!

ricreazione

Bandus

Oggi ho bisogno di tirare un po’ il fiato, quindi niente contenuti sull’ingegneria civica.
Ho bisogno di leggerezza e di passare all’azione dopo tanto filosofeggiare.
Anche per me è suonata la campanella della ricreazione e ho solo voglia di giocare e di distrarmi.

Se proprio non riuscite a stare senza la mia parlantina, sapete come trovarmi.

Il leone di San Marco

La domenica dell’ingegnere civico

Cercherò di essere sintetico, perchè davvero potrei scrivere un tomo di metafisica su questo tema. Meglio contenere la vena creativa.
La domenica, il giorno dell’adunanza catodica, per dirla con i Subsonica, oppure dei supermercati aperti dalle 8 alle 20 per soddisfare le esigenze dei consumatori, per non parlare della domenica del pallone, che già mi piace di più (messaggio subliminale per Andrea Agnelli: se vuoi invitare me ed un paio di amici allo Juventus Stadium non diremo di no).
Ma la domenica può diventare anche un giorno privilegiato per l’ingegneria civica. È il giorno giusto per costruire ponti, ovvero relazioni, per riparare rapporti andati un po’ in malora, per giocare insieme, per esplorare, per celebrare, per ringraziare.
Ci siamo persi il significato della domenica e spesso ci ritroviamo, magari anche inconsapevolmente a lavorare peggio che durante la settimana.

Vi spiego cosa faccio io la domenica mattina, così, giusto per essere concreto.
Mi alzo faccio colazione, poi magari guardo i gol della Juve del sabato sera e li contemplo. Poi suono un po’ il pianoforte per la gioia dei passanti e quindi mi reco verso la piazza per incontrare un po’ di gente (non si sa mai che qualcuno mi offra un caffè). Quindi verso le dieci e mezza entro in chiesa a espletare la mia mansione di Kapellmeister. Mi ispiro a J. S. Bach ma non sono così bravo con l’organo a canne – in effetti non ho mai avuto un buon rapporto con le canne. Poi solitamente arrivano dei cari amici armati di chitarra e microfono e cominciamo a provare per sostenere il canto per la liturgia, cercando di coinvolgere bambini, giovani e meno giovani. Come diceva Sant’Agostino… chi canta prega due volte! Sicuramente l’audience della preghiera (Chiunque esso sia) apprezza di più una melodia e un’armonia consoni, quindi si spera che ci esaudisca meglio.

Ecco bello pronto il progetto di ingegneria civica. Ancora siamo ai primordi, ma chissà che tra qualche tempo non nasca un vero e proprio coro. Il progetto non richiede risorse esorbitanti e può portare a ottimi risultati riscontrabili con indicatori qualitativi e quantitativi.
Il canto corale, che tra l’altro pratico con grande piacere anche nel coro ANA di Aviano, ha un significato simbolico mica da poco per l’ingegnere civico, in particolare se si tratta di musica polifonica. Il fatto che le diverse parti, e i diversi registri vocali, si combinino insieme per realizzare un’armonia, rappresenta una meraviglia della fisica. Il paragone con l’armonia nelle relazioni, in qualsiasi situazione in cui diverse persone si trovano a dover trovare la giusta sintonia per vivere insieme, è immediato. Inoltre il cantare insieme è una formidabile attività di team-building, consigliabile a qualsiasi organizzazione che voglia creare un gruppo affiatato.