Invarianza idraulica 4 dummies

Giovedì scorso ho avuto il piacere di prendere parte ad un convegno sull’invarianza idraulica a Gorizia, organizzato dall’ordine dei geologi del FVG con il patrocinio della Regione (spero di non aver dimenticato nessuno).
Non sono sicuro di riuscire a trattare il tema dell’invarianza idraulica in modo esaustivo, ma un’idea di fondo ve la potete fare consultando questo sito.
Ci provo lo stesso con parole mie: in un Paese come il nostro, con una vera e propria spada di Damocle sulla testa (il dissesto idrogeologico), il principio dell’invarianza idraulica ci suggerisce che ogni intervento sul territorio deve essere tale da non comprometterne le caratteristiche dal punto di vista del drenaggio. Ad esempio quando si costruisce un nuovo parcheggio bisogna prevedere delle misure (tetti verdi, bacini di invaso, etc.) che scongiurino il drastico aumento della portata di deflusso dalle superfici scolanti dovuto ad esempio all’aumento di superficie asfaltata, e quindi non drenante.
Quello che posso fare è di testimoniarvi quanto questo tema sia affascinante e come tanti giovani ingegneri (e non solo) possono a tutti gli effetti innamorarsi di questo tema, prendendolo come una sorta di vocazione per cui poter spendere una vita.

Da grande voglio fare il modello

No! Avete pensato male, io intendevo il modello idrodinamico. Permettetemi una breve captatio benevolentiae per chi mi ha insegnato qualcosa su questi benedetti modelli: al Professor Matteo Nicolini (UniUD), che è intervenuto al convegno con una presentazione sui principi dell’invarianza idraulica, sono molto grato per avermi introdotto all’uso di EPA SWMM ai tempi della tesi di Master. E non posso dimenticare anche il Prof. Vincenzo Armenio (UniTS), il dream team dell’OGS di Trieste, Rita Ugarelli (UniBO e SINTEF) e Gernot Paulus (CUAS): siete nella mia top ten dei prof più dannatamente cool dell’Universo. Dulcis in fundo una dedica di questo post a Michele Busetto, senza di te probabilmente non sarei mai diventato un ingegnere. Dovevo farlo, chiedo venia.
Stupefacente è la potenza di calcolo che è ora messa a disposizione dei ricercatori nel campo dello studio dell’idraulica e non solo. Ma i modelli non sono videogiochi ed è auspicabile e quanto mai opportuno che chi andrà a utilizzarli sia preparato ad interpretarne l’output in modo corretto. Ciò che davvero conta è la capacità di utilizzare questi strumenti per supportare le decisioni di chi gestisce i sistemi di drenaggio. Decisioni che sono alquanto delicate vista la fragilità di questo nostro mondo.

Un po’ migliore…

E poi direte che sono monotono, e forse avete ragione. Credo sia vero. Penso che l’invarianza idraulica sia estendibile ulteriormente. Non basta mantenere lo status quo; è opportuno migliorare. E mi viene in mente quell’articolo della Legge Scout che dice: “La Guida e lo Scout amano e rispettano la natura”. Sì, possiamo osare! Abbiamo un mondo per le mani che è una meraviglia, possiamo e dobbiamo consegnare ai nostri figli qualcosa di ancora più bello.

Osservare, dedurre, agire




Che tempo fa là fuori?
C’è chi continua a procurarsi un’ulcera su Facebook, commentando e controcommentando, fortemente convinto dei suoi parziali punti di vista. C’è chi continua a dire che è meglio concentrarsi sulle proprie cose e strafregarsene di tutto il resto. C’è poi chi dice che non cambierà mai niente perchè c’è troppa corruzione e se vieni coinvolto nel meccanismo ne esci con le ossa rotte. C’è poi chi dorme e non si accorge di niente. Insomma c’è un surplus di conversazione e un difetto di azione.





Dove mi metto io? Io non voglio avere la presunzione di essere migliore di altri, ma da qualche tempo mi sono accorto che là fuori c’è gente che sta male per davvero, e allo stesso tempo chi accumula ricchezze in modo egoistico senza avere attenzione per gli altri. Voglio solo pensare che quelle poche cose che mi hanno insegnato i miei capi scout (che ringrazio di esistere) non siano delle cazzate (e scusate il francesismo).
Non voglio credere che la realtà dei fatti sia immobile, che sia impossibile apportare un cambiamento. Allora tutti i miei cantautori preferiti sarebbero degli illusi, fatemi capire!





No, non credo sia questo il caso. Credo che manchi nel medioman e nella mediowoman la capacità di scouting, che in gergo tecnico vuol dire il sapere mettere in filale attività di osservare, dedurre e agire. Questo penso che sia una problema serio! Tutti abbiamo da imparare, io per primo.
Ragazzi e ragazze, dobbiamo camminare le strade dell’amore come dicono i Rolling Stones, caspita!
Facciamo corsi di scouting for dummies, seminari di osservazione e deduzione finalizzate all’azione; è l’unica via che vedo percorribile. Altro che web marketing, questo servirebbe davvero!





Io un’idea ce l’avrei: mettiamo in comune anche poche risorse che abbiamo, tipo come le offerte che si raccolgono in chiesa alla domenica, e ci inventiamo dei progetti di ingegneria civica, anche microscopici. Poi documentiamo e rendicontiamo tutto quello che abbiamo speso per realizzare il progetto.
A me solo l’idea entusiasma!
Ho bisogno del vostro aiuto per realizzare questo sogno.


Infine, per gli amanti del calcio…




Ingegner Marco Gabelli

Riflessioni semiserie sul lavoro

Si torna a lavorare e prendo spunto per una semplice riflessione sul lavoro, in particolare sulla sua finalità. Si può lavorare per guadagnare, ovvero mettendo al primo posto l’accumulare denaro; oppure per sbarcare il lunario, magari dovendo mantenere una famiglia. Infine il lavoro può essere inteso come realizzazione di sè stessi mentre si soddisfano i bisogni di qualcuno.

I progetti di ingegneria civica partono semmpre da una richiesta reale che emerge da una persona. Compito dell’ingegnere civico è quello di rendere possibile soddisfare questa richiesta. Ovviamente non tutte le richieste sono adatte ad un progetto di ingegneria civica. Il sistema più semplice ed efficace per valutare l’adeguatezza di una richiesta consiste nel chiedersi se la richiesta è compatibile con la legge scout.

Gli articoli della legge che sono più calzanti in merito al lavoro sono:

  • si rendono utili e aiutano gli altri, e questa ha a che fare con la finalità prima di qualsiasi progetto;
  • sorridono e cantano anche nelle difficoltà, perchè il buonumore è importante mentre si lavora;
  • pongono il loro onore nel meritare fiducia, perchè il lavoro non è uno scherzo
  • sono laboriosi ed economi, perchè c’è tanto da fare, come dice Giorgia
  • amano e rispettano la natura, perchè qualsiasi progetto deve avere un impatto positivo sull’ambiente

Per essere concreto riporto un esempio di un semplice progetto di ingegneria civica che ho realizzato insieme al mio reparto durante il campo estivo di quest’anno a Studena Bassa.
Un giorno si è presentato al campo un simpaticissimo signore che aveva un campo già falciato e aveva bisogno di qualcuno che rastrellasse il fieno. Visto che noi eravamo una quindicina di ragazzi e ragazze di buona volontà, e visto che ormai lui e sua moglie non avevano più l’età per fare sforzi, ci chiedeva se potevamo fargli questo servizio, e che ci avrebbe fornito tutti gli strumenti necessari e ricompensati con un rancio alpino – era l’ex capo gruppo degli alpini di Moggio Udinese.
Al momento in cui abbiamo proposto l’attività ai ragazzi abbiamo trovato solo musi lunghi; poi, complice la bellissima giornata e della simpatia del signor Bruno, il buonumore si è rimpossessato di noi e in poco tempo siamo riusciti a soddisfare la richiesta,
E oltre al rancio è arrivato anche un bicchierino di fragolino per tutti!
Poi abbiamo scoperto che Bruno conosceva gli alpini di Aviano, e poi gli ho raccontato che io canto nel coro ANA di Aviano. Sembrava che ci conoscessimo da una vita.

Questo vale anche per dire che un progetto di ingegneria civica non deve per forza essere qualcosa di mastodontico. L’importante è l’applicazione del paradigma, che poi non è nemmeno tanto complicato.