Inventario fisico o inventario metafisico? Riflessioni semiserie di fine anno

Mentre il 2016 volge al termine in tante aziende ed esercizi commerciali è tempo di inventario; più o meno cartaceo o digitale, più o meno automatico o tradizionale. Insomma c’è gente che conta, e il sottoscritto non è da meno!





Mentre contavo viti, capicorda e valvole di sicurezza sono venute a galla delle considerazioni che ora ho piacere di condividere con voi.
L’inventario fisico è il punto della situazione delle giacenze in un determinato momento. Si cerca un riscontro rispetto a quello che si ha. Uno potrebbe dire che quello che si ha viene assunto a indicatore esplicito di un valore. Ecco, l’inventario metafisico propone una rivoluzione copernicana in questo contesto, arrivando a concepire come in realtà la domanda che dobbiamo porci a cadenza regolare è “chi sono? chi siamo?”. Questo sì che è il vero valore di cui siamo proprietari! Consiglio la lettura di “Essere o avere” di Erich Fromm.





In seconda battuta mi sono accorto che tanti articoli non sono praticamente stati movimentati rispetto all’anno precedente. Inevitabilmente si è formata della polvere che ne ha diminuito la potenzialità in termini di prestazioni. Così anche noi dobbiamo stare attenti a non far depositare troppa polvere sui nostri valori più autentici. Dobbiamo custodirli come se fossero delle pietre preziose. E anche se non vogliamo metterli in bella mostra è bene che ne abbiamo cura e siamo consapevoli di quello che loro stanno a significare per la nostra vita. La movimentazione si traduce nel vivere esperienze significative, che ci arricchiscano. Con un po’ di fantasia tutti possiamo escogitare qualcosa di simpatico e divertente in questo senso.





Infine ci sono gli altri. Non è il numero di amici su Facebook il miglior indicatore di valore per chi vuole cimentarsi con l’inventario metafisico. Un giorno un mio caro amico mi ha dedicato questa citazione:

A single rose can be my garden… a single friend, my world.
Leo Buscaglia

(Il video di Suzanne Vega è la mia dedica a quello stesso amico)
Ci ho messo un po’ a capirla. Vi invito a meditarla e vi auguro per il 2017 di gustarla nel suo significato più pieno.
Buon inventario!

Fight for your Light!




Eccomi qua! Sono tornato. Come dice Baglioni: “Io sono qui”.
Immagino che non molti abbiano sentito più di tanto la mancanza, ma se ci fosse anche una sola persona interessata mi fa piacere tornare a raccontare al mondo le mie impressioni.


Dove sono stato?
Non voglio scendere troppo nel personale. Chi tra di voi mi conosce sa che sono soggetto a degli accidentali testa coda. Probabilmente avevo iniziato a costruire l’edificio dell’ingegneria civica su fondamenta mal dimensionate, forse avevo bisogno di dare priorità alla concretezza rispetto all’utopia. Ho imparato che è meglio fare prima di parlare, che quando si riesce e quando si fa in tempo è bene ridimensionare un po’ il proprio ego per dare spazio anche agli altri di esprimere il loro.
Ho scoperto delle tensioni dentro di me, molto superiori alle tensioni ammissibili. Niente comunque che un buon corso di respirazione yogica non possa risolvere.


Una delle migliori notizie che posso darvi è che abbiamo superato il solstizio di inverno. Per i guerrieri della Luce la strada è finalmente in discesa. Continuiamo a combattere per la nostra Luce senza arrenderci!





Quando parlo di luce mi viene in mente Caravaggio, anche se non sono certo un esperto di storia dell’arte. Mi ricorda il conflitto tra luce e ombra e l’interdipendenza dell’una rispetto all’altra. La Natività mi dà l’assist per augurare a tutti un Buon Natale. Spero che sia all’insegna della gentilezza e della cortesia, così magari tutte le tensioni di cui parlavo prima possano allentarsi. Movimenti sciolti e ben distesi è il nuovo mantra! Un po’ come quando si prende in braccio un bambino: bisogna accoglierlo e bisogna essere rilassati altrimenti si trasferisce la tensione anche al bambino.
Possiamo pensare di fare così anche con il bambino di Betlemme?
Buon Natale!